Informazioni utili


pdf22 pdf22    images        images 
Legge Regionale    Piano di Gestione   Piano di Gestione IGM Piano di Gestione ORTO

 

 

In Costruzione

Pagina in Costruzione

Flora

 

Lungo il tratto fluviale dell'Oasi si riscontra il tipico bosco ripariale igrofilo costituito prevalentemente da pioppi, salici e tamerici e in misura minore da frassino e ontano;  per lo strato erbaceo si rinvengono cannucce, tife e carici.

Intorno al lago si sviluppa una fascia di rimboschimento a base di pino d'Aleppo, cipresso ed eucalipto a protezione delle sponde dai processi erosivi.
In alcune aree sono presenti piccoli nuclei superstiti di querce (roverelle e lecci) sempre  associate ad altre  tipiche specie della vegetazione mediterranea. 
La gravina risulta un ambiente molto interessante in quanto ospita, nello spazio delimitato tra le due pareti rocciose, sia specie igrofile che specie xerofile passando dal bordo superiore al fondo della forra ove scorre il fiume.Tra il rimboschimento e il lago si estendono vasti prati periodicamente sommersi.


Qui la vegetazione è prevalentemente erbacea e formata spesso da piante pionie
re utilizzate dal pascolo. Tra le varie specie si rinvengono anche diverse  orchidee selvatiche di straordinaria bellezza.
Una entità di notevole interesse floristico localizzata sulle pareti rocciose della gravina è  certamente la 
Campanula versicolor , endemismo delle aree murgiane pugliesi e lucane, che nell’Oasi di San Giuliano raggiunge il limite occidentale del suo areale. Altra rarità è l'Anthemis hidruntina, rara composita diffusa soltanto in aree ristrette del meridione d'Italia.
Tra le specie più facili da osservare e da riconoscere il pisello odoroso, l'atriplice, il lentisco, la fillirea, l’alaterno, la ferula, la smilace, la scilla marina e l’asfodelo.

Sono comunque ancora in corso indagini per conoscere più in dettaglio la flora dell’Oasi.

 

Fauna

L'Oasi di San Giuliano risulta un'area importante per l'avifauna soprattutto durante lo svernamento e le migrazioni. Sono state finora osservate circa 200 specie diverse di uccelli  alcune delle quali di grande interesse scientifico e naturalistico.

Tra le specie acquatiche presenti tutto l'anno e facili da osservare troviamo aironi cenerini, garzette, svassi maggiori, folaghe e gallinelle d'acqua. In inverno compaiono  regolarmente l'airone bianco maggiore, il cormorano, la volpoca, l'oca selvatica, il moriglione, il fischione, la canapiglia e tante altre specie interessanti. In primavera arrivano   cavalieri d'Italia, avocette, spatole, mignattai, cicogne bianche, cicogne nere, gru, marzaiole, ecc. Lungo le rive   si possono osservare, specie durante i passi migratori, centinaia di  limicoli che cercano cibo  nelle acque basse e fangose. Tra i più comuni il piro piro piccolo, il piro piro boschereccio e culbianco, la pettegola, la pantana,  la pittima reale.


Tra i rapaci diurni vi sono specie facilmente osservabili come il nibbio bruno, il nibbio reale, la poiana, il gheppio e il falco di palude. Più risultano invece il falco pescatore, il lanario,  lo sparviero e il capovaccaio.  Tra gli strigiformi sono presenti  la civetta,  il gufo comune, il barbagianni e  l’assiolo mentre  del gufo reale  si hanno  alcune interessanti  segnalazioni.

Tra i passeriformi presenti citiamo innanzitutto il pendolino, divenuto simbolo stesso dell'Oasi e presente lungo il tratto fluvialE;

a parte le numerose specie più o meno comuni è possibile avvistare la monachella, il passero solitario, il rigogolo, l'averla capirossa, la ghiandaia marina, il corvo imperiale, lo zigolo capinero e tanti altri. Nel 1991 è  stato osservato anche il ciuffolotto delle pinete, specie tipica di foreste di conifere intorno al Circolo polare artico; tale specie  non si segnalava in Italia da circa 100 anni: l’avvistamento in Oasi è risultato essere  il settimo in assoluto nel nostro Paese.


Una nota di rilievo è quella relativa allo svernamento completo di un Pellicano tra il 1994 e il 1995. Si tratta, per il momento,  dell’unico caso del genere segnalato in Italia. Altri casi interessanti di svernamento per quest'area sono quelli realativi al Fenicottero, Spatola ed Avocetta (inverno 2000-2001)

Per quanto riguarda i mammiferi è certa  la presenza del tasso, istrice, gatto selvatico, faina. A seguito di studi specifici   è stata accertata anche la presenza della lontra, mammifero tra i più rari d’Italia ed oggi ridotto ad una popolazione di un centinaio di esemplari presenti  soprattutto in Basilicata e Campania.

Tra i rettili più rappresentati si annoverano la vipera comune,  la biscia dal collare, il cervone, il colubro di Esculapio, il biacco, la testuggine di Hermann e la testuggine d'acqua dolce.


Un cenno particolare va fatto a proposito di una   ricerca entomologica su lepidotteri e coleotteri che ha portato già alla scoperta di vari endemismi e rarità a livello nazionale ed europeo.     Grazie al lavoro dei  naturalisti del WWF  e di entomologi sono stati effettuati i primi studi  consentendo la  determinazione di 316 specie diverse tra cui alcune di enorme valore scientifico.
Va rilevato che 1 specie è risultata nuova per la scienza (Brachygluta angeliniiSabella), 2 nuove per la fauna italiana (Dinodes viridis Ménetries e Gasterocercus depressirostris Fabricius) mentre molte sono risultate nuove per l’intera Italia meridionale e per la Basilicata.


Il popolamento ittico  presente sul fiume Bràdano è stato notevolmente alterato dalla costruzione dello sbarramento e dalle continue immissioni effettuate senza criteri scientifici.
Attualmente sono presenti tra le varie specie alborelle, carpe, persici trota, carassi ed anguille.

Storia

L'Oasi WWF del Lago di San Giuliano, 1.000 ettari, si trova in Basilicata, nei comuni di Matera, Miglionico e Grottole. Importantissimo ambiente umido dove, oltre a numerosi uccelli acquatici, è presente la lontra, nidifica il capovaccaio, un piccolo avvoltoio ormai rarissimo nel nostro paese. La sua storia, legata a quella dell'omonimo invaso artificiale creato dallo sbarramento sul fiume Bradano avvenuto tra il 1950 e il 1957. L'intera area protetta include un tratto fluviale a monte del lago, il lago vero e proprio ed un tratto di fiume a valle dello sbarramento. Il Bradano nasce nei pressi del Monte Vulture e dopo un percorso di 118 Km sfocia nel mar Ionio nei pressi di Metaponto. Le acque del fiume che si raccolgono nell'invaso occupano una superficie di circa 8 Kmq; il volume del corpo idrico, invece, calcolato intorno ai 100 milioni di metri cubi. L'utilizzazione umana prevalente è quella agricola ed industriale. Dal punto di vista geomorfologico l'area è caratterizzata da colline argillose digradanti verso il lago; ma nel tratto immediatamente a valle dello sbarramento il fiume Bradano scorre nei calcari del Cretaceo formando la "gravina". La coltura prevalente è quella cerealicola con quote marginali riservate all'olivo, vite, ortaggi e frutta. Intorno al lago vi sono alcune masserie che allevano prevalentemente ovini e bovini.