Fauna

L'Oasi di San Giuliano risulta un'area importante per l'avifauna soprattutto durante lo svernamento e le migrazioni. Sono state finora osservate circa 200 specie diverse di uccelli  alcune delle quali di grande interesse scientifico e naturalistico.

Tra le specie acquatiche presenti tutto l'anno e facili da osservare troviamo aironi cenerini, garzette, svassi maggiori, folaghe e gallinelle d'acqua. In inverno compaiono  regolarmente l'airone bianco maggiore, il cormorano, la volpoca, l'oca selvatica, il moriglione, il fischione, la canapiglia e tante altre specie interessanti. In primavera arrivano   cavalieri d'Italia, avocette, spatole, mignattai, cicogne bianche, cicogne nere, gru, marzaiole, ecc. Lungo le rive   si possono osservare, specie durante i passi migratori, centinaia di  limicoli che cercano cibo  nelle acque basse e fangose. Tra i più comuni il piro piro piccolo, il piro piro boschereccio e culbianco, la pettegola, la pantana,  la pittima reale.


Tra i rapaci diurni vi sono specie facilmente osservabili come il nibbio bruno, il nibbio reale, la poiana, il gheppio e il falco di palude. Più risultano invece il falco pescatore, il lanario,  lo sparviero e il capovaccaio.  Tra gli strigiformi sono presenti  la civetta,  il gufo comune, il barbagianni e  l’assiolo mentre  del gufo reale  si hanno  alcune interessanti  segnalazioni.

Tra i passeriformi presenti citiamo innanzitutto il pendolino, divenuto simbolo stesso dell'Oasi e presente lungo il tratto fluvialE;

a parte le numerose specie più o meno comuni è possibile avvistare la monachella, il passero solitario, il rigogolo, l'averla capirossa, la ghiandaia marina, il corvo imperiale, lo zigolo capinero e tanti altri. Nel 1991 è  stato osservato anche il ciuffolotto delle pinete, specie tipica di foreste di conifere intorno al Circolo polare artico; tale specie  non si segnalava in Italia da circa 100 anni: l’avvistamento in Oasi è risultato essere  il settimo in assoluto nel nostro Paese.


Una nota di rilievo è quella relativa allo svernamento completo di un Pellicano tra il 1994 e il 1995. Si tratta, per il momento,  dell’unico caso del genere segnalato in Italia. Altri casi interessanti di svernamento per quest'area sono quelli realativi al Fenicottero, Spatola ed Avocetta (inverno 2000-2001)

Per quanto riguarda i mammiferi è certa  la presenza del tasso, istrice, gatto selvatico, faina. A seguito di studi specifici   è stata accertata anche la presenza della lontra, mammifero tra i più rari d’Italia ed oggi ridotto ad una popolazione di un centinaio di esemplari presenti  soprattutto in Basilicata e Campania.

Tra i rettili più rappresentati si annoverano la vipera comune,  la biscia dal collare, il cervone, il colubro di Esculapio, il biacco, la testuggine di Hermann e la testuggine d'acqua dolce.


Un cenno particolare va fatto a proposito di una   ricerca entomologica su lepidotteri e coleotteri che ha portato già alla scoperta di vari endemismi e rarità a livello nazionale ed europeo.     Grazie al lavoro dei  naturalisti del WWF  e di entomologi sono stati effettuati i primi studi  consentendo la  determinazione di 316 specie diverse tra cui alcune di enorme valore scientifico.
Va rilevato che 1 specie è risultata nuova per la scienza (Brachygluta angeliniiSabella), 2 nuove per la fauna italiana (Dinodes viridis Ménetries e Gasterocercus depressirostris Fabricius) mentre molte sono risultate nuove per l’intera Italia meridionale e per la Basilicata.


Il popolamento ittico  presente sul fiume Bràdano è stato notevolmente alterato dalla costruzione dello sbarramento e dalle continue immissioni effettuate senza criteri scientifici.
Attualmente sono presenti tra le varie specie alborelle, carpe, persici trota, carassi ed anguille.